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"Le Parole del Cuore" di Mariarosaria Salerno
Collana di Poesia “Poeti del Nuovo Millennio”

   

> Collana Ed. di Poesia “Poeti del Nuovo Millennio” diretta e curata dal prof. Giovanni Cimino. 

“Le Parole del Cuore” di Mariarosaria Salerno. Silloge a contenuto d’amore e religioso della Poetessa Mariarosaria Salerno.
Copyright 2010 by Editrice Cliodea.
 
ISBN 9788890339547
 

  

 
 

Premessa 

I versi contenuti nella presente raccolta sono frutto di momenti di solitudine, di sconforto, di riflessione, quando nel silenzio, dialogo con Dio, o quando, con sgomento, osservo l’angoscia del mio prossimo, sapendo spesso di poter fare ben poco. In un mondo, dove esistono divari incolmabili tra paesi industrializzati, paesi in via di sviluppo e i cosiddetti paesi del terzo mondo, osservando determinate realtà ci si rende conto, come la grande povertà, e la grande ricchezza quasi sempre, allontanano da Dio, un Dio che non guarda alla ricchezza, o alla miseria, ma ci ama perché suoi figli. 

Oppure, quando, con serenità e pace dell’anima, ammiro le bellezze del creato, ascolto i rumori e percepisco i profumi della natura, espressione di armonia e perfezione, che attira la mia sensibilità attraverso i sensi del corpo, e arriva al profondo, divenendo sensazioni dell’anima. 

Talvolta, è un colloquio con Dio: questo Dio, così vicino e così lontano, che sembra averci abbandonato, ma che è l’unica presenza, quando si è veramente soli, quando si assapora lo sconforto, e i tradimenti di chi ti fidavi e stimavi, e ti senti annientata dalla cattiveria umana, dalla perfidia, dagli inganni; sola con la tua ingenuità, con la tua sincerità e schiettezza. 

Ma, è anche un inno alla vita, alla fiducia che ho in Dio, un Dio, che non mi ha mai abbandonata nello sconforto, anzi, che ci invia dei segnali, che compie miracoli, del quale comunque, percepisci la Sua Presenza; ma vuole, anche, essere una lode alla bellezza del creato, una riflessione su aspetti della vita. È un dialogo continuo, talvolta sconfortato, talvolta di esultanza, i cui versi. ho pensato di raccogliere in questa breve silloge, dove è l’intimo che parla, una voce che non emette suoni, ma che talvolta, urla dentro di te, parla nel tuo cuore, nella tua anima, dando spazio ad un confronto dialettico, fra mente e sentimento, rielabora criticamente le esperienze giornaliere di cui sei partecipe o testimone, ti consente di capire la realtà in cui vivi con una umanità più sensibile. 

Sono parole, che sgorgano dal cuore, nella loro semplicità e purezza, ad esprimere tutto l’amore, non solo quello per la creazione o per l’Entità Suprema, ma anche l’amore terreno, quello più materiale, l’amore dei sensi, l’amore del cuore, di quei sentimenti forti e puri, che fanno aumentare i battiti cardiaci, che costringono a passare la notte insonne, che rendono inappetente, che innescano la cosiddetta patologia del “mal d’amore”. 

L’amore, che diventa sintesi e confronto dialettico di mente, corpo e sentimento, con tutte le relative implicazioni, dall’ardore del pathos, alla sensualità dell’eros, alle sfumature dell’ethos. Parole semplici ed essenziali, ma nate sempre dal cuore e dalla saggezza, sono quelle dei piccoli e brevi aiku, forse nemmeno autentici per metrica, ma sono frammenti di pensieri, di discorsi più ampi ed articolati, che da soli hanno la loro valenza, il loro senso profondo, la loro efficacia, forse più di un intero discorso; sono indizi che fanno comprendere personalità, gusti e pensieri di chi li scrive. E poi, per finire, vi sono le parole del cuore, quelle più innocenti e più pure, che sgorgano istintive alla presenza dei bambini, quelle che ti “inventi” per intrattenere e per rendere felici i piccoli, per mutare una loro lacrima in sorriso; brevi filastrocche a render più poetica la realtà, permeandola di orfismi. E sono proprio la fantasia e la fiaba, che in tenera età, aiutano a crescere, contribuendo in modo forte e diretto alla formazione della personalità, inducendo istintivamente ed inconsapevolmente a mutare atteggiamenti e comportamenti. Quindi, anche la fantasia arreca sollievo al “cuore”, alla componente non razionale, né materiale, a quel livello sensibile, che ci fa soffrire, o che ci rende felici. 

Mariarosaria Salerno 

  

 Introduzione 

  

Mariarosaria SALERNO si ripresenta al pubblico con una seconda silloge, questa nuova e odierna dal titolo: “Le parole del cuore” (ovvero: “parole che sgorgano dal cuore”). 

Leggendo le sue poesie ritrovo appropriata, per i suoi contenuti, una mia riflessione di qualche anno fa, paragonando il poeta ad una carta assorbente: “per la sua spiccata sensibilità egli assorbe il Male e il Bene del Mondo”. La “pŏēsis” è frutto dei sensi e, come forma d’arte, trasmette emozioni. 

“Poesia” deriva dal greco “póiēsis” (poiéō) e significa: faccio e non, come molti scrivono: creare, poiché “creare” non appartiene all’uomo, ma a Dio. Il poeta, dunque, è colui che fa, perché dotato di grande sensibilità e, insieme, conoscenza tecnica specifica. La sensibilità del poeta è la particolare capacità (o inclinazione) di percepire (o ricevere), con grande intensità, sensazioni, affetti ed emozioni, attraverso i sensi. Il poeta, come lo è la nostra Autrice, è una persona sofferente, ma che sa gioire per le piccole-grandi cose, quali: il sorriso di un bambino o un fiore sbocciato (accomunati per la loro bellezza, innocenza e fragilità) e, poi, perdersi nella contemplazione del cielo stellato, come creazione di Dio, Dio che riempie “la solitudine del cuore”. 

Quella di SALERNO è una “dolce poesia” che s’invola “sulle ali del vento” per esplorare nei segreti dell’Universo e non solo, perché rivisita (nei suoi ricordi) il passato e vive intensamente il presente che velocemente passa. 

Animus ita late longeque peregrinatur, ut nullam oram ultimi videat, in qua possit consistere (ovvero: l’animo trasvola per tutti gli spazi, e non trova confine dove fermarsi). 

Nelle sue poesie primeggia la forza dei contenuti, rispetto alla struttura tecnica dei componimenti, suddivisi spesso in strofe quasi sempre irregolari e in versi di diversa lunghezza e liberi. Poesie caratterizzate, in modo quasi ossessivo, dalla presenza della consonante liquida “erre”, ad iniziare dal titolo e dalla premessa, a finire all’ultimo componimento; “erre” presente in parole-ritorni (cuore, amore, Universo, Signore, Creato, Speranza, ricordo, Natura, forza, fiore, ecc.). 

Le composizioni della poetessa spesso sfiorano la preghiera, composizioni caratterizzate da pause, e la loro bellezza espressiva riflette, come in uno specchio, la sua immagine interiore; quest’ultima, a sua volta, traspare dal suo viso…dai suoi occhi. Animus habitat in oculis (ovvero: L’animo traspare dagli occhi). Le sue poesie-preghiere sono consolatorie “sperando in un approdo” desiderato.  

Questa produzione poetica, da cui emergono solitudo: solitudine, animus purus: animo puro, graves sententiae: profondi pensieri, e un “amore continuo” verso Dio e il Suo grande dono: la vita, è frutto di una sentita ricerca spirituale dalla quale scaturisce il canto dell’animo di Mariarosaria SALERNO. 

Giovanni Cimino

 
 

Collana di Poesia “Poeti del Nuovo Millennio”

 

   

> “O Teneron d’Amore” di Alberto Buccino. Silloge a contenuto d’amore e religioso del poeta esordiente Alberto Buccino. 

Copyright 2010 by Editrice Cliodea 

 ISBN 9788890339530  

  

   

Prefazione

 

 Alberto Buccino, grazie alla disponibilità della Casa Editrice Cliodea, nella figura del suo Titolare e Direttore editoriale Atanasio Bisignano, suo amico fraterno, giunge alla realizzazione del suo primo lavoro editoriale, che racconta in versi e prosa, con grande sensibilità d’animo e vena artistica: la sua vita, trasfigurata dalla forza della propria immaginazione, in spunti, aneddoti e riflessioni, che ripercorrono, in breve le tappe essenziali della sua esistenza; un traguardo questo, notevole, per un animo dotato di grande slancio emotivo e creativo, dove in ogni strofa e componimento, si percepisce tutta la sua forte fede religiosa, il suo pregnante credo e adorazione, nella Santissima Trinità, che trova manifestazione nella Parola di Dio, Cristo Signore e lo Spirito Santo o lo Spirito di Amore, che pervade tutti i movimenti delle nostre anime e coscienze, rendendoci creature e/o persone nuove, immerse nella profondità dell’eternità e al tempo stesso più vicine alla Sua grande Luce e alla Sua azione Creatrice. Tutto questo, in Alberto trova il suo nutrimento e la sua forza, per dare un tocco di consapevolezza in più in ognuno di noi; e trarre fortezza d’animo, pace e sapienza, che ci aiutano a vivere la vita di tutti i giorni, con la certezza, che l’uomo vive in continuo rapporto con l’Eterno, senza tempo, sorgente della vita che non muore. Tutto è parte dell’incessante flusso dell’amore e della misericordia di Dio, Colui che è, e che regna in eterno!

Prof.ssa Donatella Bisignano

(Resp. Ufficio Stampa, Casa Editrice Cliodea)

 

 

Introduzione

Il lavoro letterario dell’autore esordiente Alberto Buccino si suddivide in due parti: Pensieri e Racconti; Poesie e Preghiere.

Egli in prosa e in versi (liberi) offre al lettore, prendendo in prestito la maturità di un uomo saggio e avanzato negli anni, una panoramica esistenziale del suo breve passato.

Dai suoi scritti emerge una profonda religiosità che cerca di trasmettere agli altri con lo scopo di fortificarne lo spirito, affidandosi “nelle mani del Signore”, ovvero: “Amando Colui che ci ama… troveremo sempre amore”, poiché “Cristo è la nostra speranza”. Afferma che l’amore è opposto al male, “la vita è un miracolo”, “il male genera altro male”.

L’autore, con questo suo primo lavoro, s’incammina nel mondo letterario, un cammino lungo e difficoltoso paragonabile a quello da affrontare per una strada mulattiera, rocciosa, ripida, tortuosa, aspra ed ardua, tramite la quale, forse, potrà raggiungere una vetta.

Egli parla con il cuore e con la mente e possiede forza interna, che dovrà esternare con contenuti non soltanto chiari e validi, ma con stile personale.

Nei suoi scritti, che affronta con marcata passione, evidenzia, oltre alla religiosità rivolta ad un amore incontrastato (e consolatorio) verso Cristo: àncora di salvezza! Una moralità da grillo parlante e, in modo forte, il rispetto dei valori umani e il desiderio di agire per il bene comune.

Il suo sguardo non è rivolto in basso: ai beni terreni e al denaro materiale, bensì in alto: verso il profondo cielo.

Prof. Giovanni Cimino

 

Da Retrocopertina

Alberto Buccino è un giovane poeta, ricco di fantasia ed estro creativo, dotato di tenacia, fierezza e rigor morale. In questo suo primo libro, dal titolo “O Teneron d’Amore”, Raccolta di Pensieri novelle e poesie – edito dalla Casa Editrice Cliodea, con elegante veste tipografica – come sono, daltronde, tutte le altre edizioni, prodotte fino ad oggi – ha racchiuso racconti e poesie tra le più belle, riuscite, vissute, misurate ed armoniose nella stesura, ardenti, impetuose, nostalgiche, così come lo è la sua anima, certamente promettendo altre raccolte da donarci nel tempo.

(…) I racconti e le poesie di Buccino si fanno leggere con intenso godimento, soffusi di spirituale evasione e soavità francescana; avvincono il lettore per la muscolosa andatura e si fanno prèdiligere, perché rivelano senza veli l’anima sensitiva del poeta. Qualunque emotività della natura e dell’umanità sofferente viene cantata, descritta, celebrata, con tocchi e pennellate che fotografano, con sincerità e passione, le nostre sensazioni, le nostre aspirazioni, le nostre mete ideali.

(…) La trama dei suoi racconti, dallo stile brioso e disinvolto – che diverte e avvince – talora risulta occasionale e leggermente farsesca. Anche se vi riscontriamo la medesima trasposizione e rispondenza dell’artificio dell’invenzione poetica; motivo dominante è sempre il sentimento vivo dell’infanzia perduta, e radicata agli affetti, commisti ai ricordi, gentili e lirici.

Ed è veramente valido – artisticamente – e mirabile l’immediato contrasto tra il nascere di un mondo scomparso e il mondo in cui l’autore si trova a vivere il presente! Cotesto pensiero, con il voto degnamente cantato e/o celebrato, è il motivo dominante, la ragione che muove la volontà del giovane poeta – appartenente alla nobile e fiera stirpe albanese – a cercare o riscoprire “l’Antica Madre”, per trasposta ideazione, la Poesia, ovvero il mondo della coerenza ideale, della saggezza, delle memorie, delle tradizioni, dei valori, che costituivano i principi cardini della vita dei prischi padri, quali la dignità, l’onore, l’eroismo, la lealtà – in contrapposizione alla futilità, incongruenza, superficialità e slealtà dei nostri tempi! (Da Studio critico-preliminare).

 

Ottavio A. Bisignano

  

 

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